Per l’81esimo anniversario della Liberazione dal Nazifascismo riproponiamo la lettera inviata da Giaime Pintor il 28 novembre 1943 (pochi giorni prima di essere ucciso il 1 dicembre) al fratello Luigi, futuro padre fondatore de Il Manifesto.
Il sottotesto è un esercizio di stile, una palizzata di Cinecittà che dietro nasconde la realtà puntellata. Il Male, settimanale satirico di qualche anno fa aveva realizzato una rubrica sulle affermazioni dei politici e le loro reali intenzioni. Prendiamola in prestito e applichiamola alla dichiarazione di sospensione del memorandum Italia-Israele.
Festeggiamenti in piazza Barberini per la vittoria del “no” al referendum costituzionale / Ansa
[Amedeo Spagnuolo]
Quante inutili parole si sprecano sui giovani, e quanti “tromboni” che riscaldano le sedie del potere da decenni continuano a definire la popolazione giovanile esclusivamente composta da “bamboccioni” e “figli di papà” senza spina dorsale che trascorrono le loro giornate sdraiati sul divano.
C’è una parte della storia della Sardegna che continua a restare ai margini. Una storia fatta di rivolta, coscienza e rottura, che ancora oggi fatica a trovare spazio nel racconto pubblico.
Quando si parla dei sardi antifascisti o dei sardi che hanno partecipato alla Resistenza e alla lotta di Liberazione si citano diversi nomi, ma solo raramente si citano i nomi di donne sarde antifasciste e della Resistenza e di sarde partigiane.
Le immagini delle devastazioni causate dalle guerre scorrono senza soluzione di continuità sui video, in cui morte e distruzione appaiono come un continuum: Iran, Gaza, Libano e altre decine di guerre sparse nel mondo, si presentano con lo stesso scenario di morte, distruzione, dolore.
Sette giorni di incontri, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche, mostre e momenti di spettacolo per riportare al centro del confronto il pensiero di Antonio Gramsci, calato nella realtà di oggi in programma a Ghilarza dal 21 al 27 aprile.
Opera di GANksy, software di intelligenza artificiale che crea e imita street art, a partire da Banksy
[Maurizio Maretti]
Tanto più le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale (IA) avanzano, tanto più elevato è il loro impatto su modelli occupazionali, produttività e competenze richieste.
Sarà presentato a Cagliari, Carbonia e San Sperate il documentario di Andrea Mura e Federico Savonitto sull’ultima maestra polacca del teatro di ricerca, Ewa Benesz, che ha scelto di vivere in Sardegna per oltre 40 anni.
Ho letto l’intervento – apparso su Comune e il manifesto – di Lea Melandri sulla maggioranza rumorosa che i partiti non hanno ascoltato. Mi sembra chiaro che il tema centrale oggi per la sinistra sia trovare nuovi spazi e metodi di confronto tra i movimenti sempre più vivaci e partecipati delle nuove generazioni e i partiti ancora segnati da ferite, errori e divisioni di cui iniziano ad essere consapevoli.
Vivere è un compito delicato. Affascinante e ricco di sorprese, senza dubbio, ma complesso. Vivere pone davanti a scelte, decisioni, incombenze, responsabilità e aspettative.